Comunicato stampa n.163 del 15/6/2015
Due milioni di investimento, lo ha presentato il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale

In apertura della seduta del Consiglio comunale di Carpi di giovedì 11 giugno è stato presentato il progetto Life Rinasce, destinato alla riqualificazione naturalistica per la sistemazione integrata idraulico-ambientale dei canali emiliani. In aula era presente Domenico Turrazza, Direttore Generale del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, ente che si occuperà di realizzare le opere comprese nel progetto e che riguardano anche diversi canali che attraversano il territorio carpigiano; con lui i tecnici Aronne Ruffini e Matteo Giovanardi.
 
L’assessore all’Ambiente Simone Tosi introducendo il tema, ha sottolineato positivamente la collaborazione che Comune e Bonifica hanno in questi anni attivato, e l’importanza di questo progetto di rinaturalizzazione dei canali artificiali, che ha ottenuto dall’Unione Europea i fondi necessari alla sua realizzazione e che permetterà di affrontare i problemi creati pure dal cambiamento climatico in modo nuovo. Turrazza ha spiegato dal canto suo le finalità del Consorzio da lui diretto (che ha 230 mila utenti) e come in cento anni sia decuplicata nella Pianura Padana la percentuale di territorio urbanizzato. Molti gli interventi in corso da parte del Consorzio in varie province per adeguare i propri impianti alle nuove esigenze e, a seguito degli eventi alluvionali del 31 luglio scorso, anche a Carpi. Aronne Ruffini è poi entrato nel merito, con il supporto di alcune slides, del progetto Life Rinasce: su tre canali che passano nel carpigiano (la Cavata Orientale, il Diversivo Fossa Cavata e il Canale delle acque basse modenesi) nel giro di 4 anni, dal 2014 al 2018, per diminuire il rischio idraulico e migliorare l’habitat naturale verranno investiti poco più di due milioni di euro (941 mila euro dalla Ue, 975 mila dal Consorzio di Bonifica e il resto dalla Regione Emilia-Romagna). Sulla Cavata Orientale si prevede la creazione di habitat acquatici mediante la realizzazione di una golena allagabile per una lunghezza di circa 500 metri ed una larghezza di 5 metri, di una fascia riparia di 500 metri e di un’area umida/cassa di espansione di 3 ettari per la laminazione in linea delle piene e la depurazione delle acque invasate (a completamento degli interventi di AIMAG nel comparto industriale di via Emilia-Romagna).
 
Rispetto alla Fossa Cavata verrà coperta la fossa Gusmea creando una collinetta artificiale e un canneto mentre sul Canale delle acque basse modenesi il progetto prevede la creazione di habitat acquatici mediante realizzazione di una golena allagabile per una lunghezza di circa 2 km ed una larghezza di circa 3 metri oltre alla creazione di una fascia riparia di 500 metri.
 
Il 30 giugno prossimo prenderanno poi il via gli incontri con la popolazione per definire un progetto partecipato in merito a questi interventi. Giovanardi infine ha spiegato come a Carpi il 10% del territorio sia ormai urbanizzato, e ha delineato i vari interventi realizzati dal Consorzio in varie zone della cintura cittadina dal 2005 ad oggi per permettere alle acque di venire smaltite senza dare problemi alle zone residenziali e industriali. L’assessore Tosi ha chiuso poi la presentazione rammentando come dopo gli allagamenti del maggio 2011 la Bonifica abbia iniziato a lavorare più strettamente con l’ente locale e ora stia operando per risolvere i problemi della zona di via Lama: con il progetto Life Rinasce in primis ma anche dopo la decisione di Aimag di rifare completamente il tratto fognario su questo asse stradale,  spendendo 2 milioni di euro. Dopo alcune repliche al consigliere di Forza Italia Barbi dello stesso Tosi il Direttore Generale Turrazza, rispondendo invece ad una richiesta del capogruppo di Carpi Futura Verrini, ha infine ricordato come l’ente da lui diretto si occupi del reticolo minore dei canali mentre ad Aipo spetti la cura dei fiumi, in un’ottica di complementarietà.

 

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